mercoledì 15 giugno 2011

Tutti al campus in corsivo, naturalmente della mamma bionica!

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(in foto, “Divento Grande” di Nicoletta Costa, Emme Edizioni, Collana “per cominciare”)

Varese 29 gradi, tre del pomeriggio: la prima giornata afosa dopo tanto piovere (quasi tre settimane ininterrotte, per cui eravamo tornati a buon titolo il pisciatoio d’Italia). E anche quest’anno, puntuali, sono arrivate le vacanze, ché quasi non ce ne rendevamo nemmeno conto, vedendo il brutto tempo. Ma ci volevano, almeno per noi, dopo un anno scolastico piuttosto intenso, che per una serie di ragioni (in primis il cambio della scuola a due mesi dall’inizio, cosa emotivamente snervante soprattutto per la mamma), forse ci rimarrà impresso più di altri.

Da qualche anno, ormai – vi sorprenderà ma è così - i bambini non fanno alcun genere di campo estivo “esterno”. Devo dire che si tratta di una scelta che questa volta mi pesa un po’, visto che ho ingranato da qualche mese l’avventura giornalistica, e che ho sempre per mano qualche libro da studiare: quindi si impone per forza di cose un ritmo di vita più bionico che mai (ma tranquillizzatevi: non sono ancora riuscita ad organizzare tutto alla perfezione, mi ci vorrà qualche giorno ancora per sistemare tutto a puntino).

Non si tratta di una scelta di natura esclusivamente economica (anche se, diciamocelo, i campus estivi in particolare privati costicchiano, e mettetene insieme cinque che forse vi vien fuori un bel mesetto in villaggio vacanze). I bambini, in particolare i tre delle elementari, avevano veramente bisogno di una bella pausa. In particolare, poi, come succede regolarmente da anni, mi ritrovo a dover supplire alle mancanze di questa o quell’altra maestra, e questo è in particolare l’anno di Stefano, che si è visto volatilizzare sotto il naso le insegnanti di italiano e matematica (per carità, entrambe con le proprie ragioni) e comparire supplenti all’indomani delle vacanze pasquali. I poveri supplenti, ereditando per una manciata di giorni una (anzi due sezioni) classe già un po’ così, con qualche elementino di disturbo che non fa mai male – su cui però si dovrebbe riflettere bene, per un approccio evidentemente ad hoc), non hanno potuto fare miracoli. Così il mio bambino che dovrà lavorare un po’ in alcune materie, e particolarmente in italiano.

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(in foto: “Paolo Nord”, Agostino Traini, Emme Edizioni, coll. Prime Letture)

Allora, Stefano ha delle difficoltà in ortografia (vabbè, ce le hanno anche gli adulti se è per questo…) e anche nel corsivo: per dirla tutta, scrive proprio male. Seguendo un progetto della supplente, che si era accorta di queste difficoltà, ho deciso allora di prendere i librini che lui ama (fortunatamente, legge benissimo, molto spedito, in tutti e tre i caratteri: stampatello, stampatino e corsivo) e farglieli ricopiare, frase per frase, in corsivo, una o due pagine al giorno, per farlo esercitare senza che il lavoro diventi noioso. Cercherò di collezionare anche qualche altro librino in corsivo – ad esempio quelli della Emme edizioni, collana Prime Letture, oppure le Fiabe in tasca della EL –oltre a quelli che possiede già; sfortunatamente nessun giornalino, nemmeno i mitici Giulio Coniglio, la Pimpa o Winnie The Pooh, con i quali i nostri piccoli imparano a leggere (non dico Topolino, da sempre in stampatello) offre pagine di lettura in questo carattere (ma correggetemi se mi sbaglio).

Sto anche utilizzando dei libri “gioco e imparo” che, dico la verità, pensavo che alla fine dell’anno scolastico non gli sarebbero più serviti. Invece Stefano fa ancora fatica a scrivere alcune lettere, non le ha proprio memorizzate, e le confonde con quelle in stampatino minuscolo (ad esempio la “b”), oppure le scrive sotto o sopra senza rispetto per le regole delle lettere lunghe, piccole o alte. Il libro di Roberta Fanti “Imparo a scrivere in corsivo” (Edizioni Del Borgo) è molto ben fatto e secondo me sarà particolarmente utile a Stefano, perché aiuta ad esercitarsi nelle classiche righe da seconda elementare, che le maestre di oggi tendono ad accantonare a favore del quadretto di un cm di lato (ma per quale assurdo motivo, dico io?). E già che ci siamo, visto che facciamo tanta prescrittura l’ultimo anno dell’asilo, non si potrebbe dare per assunto che molti bambini conoscano già lo stampatello, e partire subito col corsivo? E ancora, per quale motivo si insiste tanto con le schede da incollare sul quaderno e completare, che uno il giorno dopo ha già dimenticato? Il miglior esercizio è scrivere, scrivere, scrivere!!! Non si è mai consumata nessuna manina con un po’ di scrittura.

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Forse che si sta decisamente pensando ad un accantonamento del corsivo? Io, mi ricordo, alla fine della prima elementare scrivevo con un’ottima calligrafia: la maestra ce l’aveva curata molto, la scrittura corsiva, sin dai primi giorni di scuola. Oggi si tende invece a ritardare l’ingresso del corsivo a scuola, nel secondo quadrimestre, dopo lo stampatello maiuscolo e quello minuscolo o stampatino – ma un tempo non si scriveva in stampatino! Si leggeva solamente! –, o addirittua a posticiparlo a partire dalla seconda elementare (ai miei due più grandi è successo proprio così). Ora, premetto di non aver compiuto studi pedagogici; però ho dato un esame di paleografia ^^ e ho studiato la nascita delle scritture corsive (le cosiddette cancelleresche altomedievali): il corsivo “lega” la parola, e nasce non solo per motivazioni di velocità nella burocrazia. In un’epoca in cui la scrittura era considerata a livello più iconico che verbale, il fatto di legare le lettere e di esaltare l’aspetto decorativo della grafica (anche se alcune scritture, come quella merovingica, erano proprio brutte!), rafforzava l’aura simbolica della scrittura in generale. Non per niente siamo in piena fioritura di libri miniati, di exultet e via discorrendo.

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Ora, il fatto che il corsivo vada via via non dico scomparendo, ma sicuramente perdendo d’importanza persino nella scuola, prima ancora che dalle pagine dei quaderni dei nostri figli o dalle nostre liste della spesa, mi dà l’occasione di fare una piccola riflessione sul momento culturale che stiamo attraversando. In un’epoca in cui tutti scriviamo, chi più, chi meno, con una tastiera in mano, sia quella del telefonino, sia il portatile o il computer, il nostro scrivere è molto facilitato dai nuovi strumenti e dai nuovi supporti di scrittura. Ed è anche esteticamente spersonalizzato, omologato allo scrivere di miliardi di altre persone: utilizziamo, in altre parole, i caratteri Tahoma, Times New Roman, Trebuchet MS, Arial (come me in questo momento) e non una scrittura personale. Questo da una parte ci ha messo in comunicazione col mondo, nella più massiccia operazione di partecipazione democratica delle idee che il mondo abbia mai conosciuto sinora: una vera e propria rivoluzione culturale. Dall’altra, però, questa pia illusione di farci sentire uguali a tutti gli altri, persino ai più grandi scrittori o giornalisti, quando ci basta aprire un blog per sentirci un po’ tutti Oriana Fallaci, svaluta la scrittura in generale, cosicché siamo vittime e carnefici al tempo stesso di un bombardamento informatico dove a volte diventa oggetto di pubblica discussione persino la nostra lista della spesa, che un tempo appunto scrivevamo in corsivo sul bloc notes e avevamo persin soggezione a che capitasse per sbadataggine, appallottolata, in mano alla cassiera.

Siamo dunque nell’epoca della spersonalizzazione della scrittura (e non solo) e lo smantellamento del corsivo ne è una spia profonda. Pensiamoci su.

19 commenti:

Angela ha detto...

niente post sulle elezioni?

Anonimo ha detto...

Perchè, dovrei? Non ne è già intasato il web? Ma, soprattutto, cosa c'entra con il post? (chiedo scusa ma non riesco ad inviare commenti con Google)

Angela ha detto...

perche? scusa eh, hai sempre parlato di politica ed ora non lo fai? chissa perchè! anche se nel post un accenno velato lo hai fatto... riguardo le due maestre!

Anonimo ha detto...

Come si vede che sei arrivata qui solo per provocare: hai visto che faccio un programma su Radio Padania e non hai capito più niente. Primo, Radio Padania è una radio libera, per cui mi ritengo una libera, appunto, pensatrice senza tessera che ha l'opportunità di fare un programma radiofonico -per ora- appunto, senza tessera; tu sei prevenuta e a me con le persone prevenute raramente piace discutere. Comunque mi piace ancor meno darla ad intendere a chi non mi ha mai letto prima e si mette ad accampare diritti: io di politica avrò parlato in due o tre post in quattro anni, anche se non è mai troppo tardi per farlo regolarmente, eh, grazie di avermi dato il la. Quindi, cara, prima fatti una bella scorpacciata a ritroso di argomenti dal mio blog, e poi, magari, ne possiamo riparlare.

Anonimo ha detto...

(resta il fatto che io, sul mio blog, parlo di quello che mi pare e piace, e se domani voglio fare una standing ovation a Bossi io la faccio senza che necessariamente ci siano di mezzo le elezioni. Mi sono spiegata?)

Samanta ha detto...

Finalmente qualcuno che insegna ai bambini a scrivere in corsivo e non più solo in stampatello... non vedo lo sfondo politico in questo articolo, perchè l'ortografia, è la base di un italiano perfetto, da tempo dimenticato, e se questa idea è venuta ad una sostenitrice del centro destra ben venga, lo dico da elettrice di sinistra. la cultura non ha colore politico. e i referendum, non trovano connotazione in quanto esposto sopra.

Anonimo ha detto...

Samanta, ti ringrazio moltissimo per l'apprezzamento. Ti dirò diverse cose, che a questo punto sono necessarie: in primis, in questo periodo mi sento un po' poco apprezzatrice della linea politica del centro-destra (anche perché simpatizzavo per la Lega di sinistra... più proletaria di me penso sia difficile pensarne una!); riguardo ai referendum, fra un po' mi sa che bisogna pensarne uno per l'abrogazione della cancellazione del corsivo scolastico :D.
Comunque, è un discorso complesso quello del corsivo. Ad esempio, da Facebook è emerso al contrario che ci sono maestre di vecchio stampo che lo fanno usare, eccome, già dal secondo quadrimestre della prima, accantonando in un paio di settimane stampatello e stamp. minuscolo (che sarà utilizzato esclusivamente per la lettura). Ecco, su questo binario vorrei tornare per capire un po' come siamo messi in Italia a questo proposito (e sottolineo Italia).

Angela ha detto...

Veramente il fatto che tu lavori per radio padania non c'entra nulla, anzi, sei fortunata, c'è gente che non può permettersi nemmeno di fare un figlio perchè altrimenti non le rinnoverebbero il contratto,e le toccherebbe vivere sotto i ponti. No, non sono una tua assidua lettrice, frequento i blog di cucina, ma in tutti i post che ho letto vi ho sempre trovato una vena polemica verso il sud. Sarò fatta male io, ma non identifico i leghisti con Borghezio ma piuttosto con Maroni, persona che stimo, e Tremonti ancora di più. E' l'"odio" verso il sud che non tollero,che non fa onore ad una nazione civile, soprattutto a chi si crede più civile degli altri.
Scusa, eh, mi andava di dirti quello che penso, ora puoi pure cancellare i messaggi, che con il corsivo non c'entrano niente.

Anonimo ha detto...

Senti, Angela o come diavolo ti chiami, visto che non hai un account registrato: sei proprio fuori strada. Io avrei scritto con una vena polemica verso il sud? Ma stai scherzando? Ecco, guarda, già questo ti rende incompatibile con il target dei miei lettori. Gira pure al largo, non mi dispiacerà: dei miei scritti, quei pochi che hai letto, si vede che non hai capito proprio nulla. Questi tuoi post non solo non li cancello ma li lascio a futura memoria, perché rimanga impresso bene come ci sia una certa parte che discrimina e tenta in maniera molto maldestra di liquidare chi non si allinea. Grazie della partecipazione: tu non te ne rendi conto ma mi hai fatto un bel po' di pubblicità positiva contro le tue aspettative. Ad maiora, bella, tieniti per te la tua invidia e stai in campana: a breve pubblicherò una ricetta della tradizione pugliese (oh, ma come? non lo sapevi? Sì, sono pugliese per metà) sul magazine più trendy del momento.

Insubre ha detto...

Cosa c'entra la politica ?
quel fantomatico "accenno velato" verso le due maestre non è affatto politica, ma pura e semplice constatazione di una mamma che si preoccupa dell'andamento scolastico di suo figlio !
scusa se è poco, Angela, ma il continuo cambiamento delle insegnanti, grava e non poco sui bambini, specialmente così piccoli, soprattutto se questi cambiamenti arrivato ad anno quasi concluso.
La classe è abituata con un metodo di insegnamento, e le supplenti, visto che sono esseri umani, hanno un loro modo di insegnare, diverso dalle colleghe.
Dov'è la politica ?
dovresti rileggerti l'articolo, ma questa volta un pò meno frettolosamente !!!!

Anonimo ha detto...

p.s. non mi ricordo nemmeno io, poi, se l'ho scritto o no... ma la maestra che ha chiesto il trasferimento è varesotta, pensa un po' te!

Anonimo ha detto...

cara lauretta ho letto questo post come maestra, vista la mia esperienza in materia e devo dire che purtroppo sono molte le novità nell'insegnamento che non mi piacciono, una di queste è sicuramente l'abbandono del corsivo, che da sempre personalizzano lo stile di ogni bambino, futuro cittadino nonchè uomo o donna che aihmè si distinguono anche per il modo di scrivere.Pertanto fai bene a far esercitare il tuo bimbo ed anzi forse non sarebbe errato chiedere alla maestra il prossimo anno di dare più attenzione al corsivo.L'unica cosa se posso da esperta non insistere troppo con le copie,i bambini le odiano.Proponi di scrivere la lista della spesa, qualche pensierino e solo ogni tanto la copia.Detto questo voglio uscire dal contesto e rispondere alla tipa che vuole la lite, io sono napoletana nell'anima, sò che simpatizzi per la lega, ma ciò che sono riuscita ad apprezzare di te il tuo essere una bella persona, ora che tu sia di destra, di sinistra o che so io non me ne frega un CAVOLO, anzi e poi non mi sembra che tu abbia mai espresso disprezzi
per il sud e i relativi meridionali.
C'è il marciume ovunque, al nord come al sud, a destra come a sinistra,perciò non contaminiamo uno spazio così gradevole dedicato ai bambini e alle loro mamme.Insomma a chi ha voglia di istigare vadavialcul(da napoletana consentitemi l'errore).Scusa Laura ma quando c vo, c vo....
olly

Anonimo ha detto...

Olly, grazie di cuore. Sei un mito :)
(nemmeno tu riesci ad entrare col tuo account? Ma riesci a postare? Perché io ad esempio non ho problemi coi post, ma non riesco a commentare né da me né da nessun altro come Bosina).

Quindi mi confermi che è in atto un disegno per demolire il corsivo. Ma succede da tanto? Pensa che me lo raccontava un conoscente di origine italiana che insegna in Texas: dice che lì addirittura non esistono nemmeno più i quaderni e si usano solo schede da compilare. Più o meno come quello che vedo far fare a mio figlio in prima. Ma il metodo delle schede è invalso almeno da quando Enrico ha iniziato le elementari, cioè da cinque anni: lui per carità scriveva di più (il corsivo l'aveva iniziato in seconda), ma il metodo delle schede imperversava anche nella scuola privata. Io non so, non c'è trippa per gatti. Privato o pubblico, semper istess l'è. Poi, per carità, la scuola avrà anche altri problemi - io non nego che sarebbe meglio reclutare i maestri sul posto, per avere continuità: e sai però che bella continuità se l'unica maestra di Varese che c'era in quella classe si è fatta trasferire dopo le vacanze di Pasqua! Onore a questo punto a chi viene da lontano, si è sobbarcato diversi disagi e si è fatto un mazzo, scusa il termine, così per recuperare l'ultimo mese dal termine della scuola. Mio figlio, anzi, si era molto affezionato al maestro Pietro, un giovane che veniva da lontano, e che si è fatto veramente voler molto bene, ma che purtroppo non potrà rimanere a causa dei concorsi (e lui ci teneva veramente tanto a rimanere).

Anonimo ha detto...

p.s. grazie dei consigli. Ne farò tesoro (oggi ad esempio Stefano non ne ha voluto sapere di copiare proprio niente...)

olimpia ha detto...

cara lauretta purtroppo l'abbandono del corsivo è recente, io ho lasciato l'insegnamento(como 1997 immissione in ruolo, lo sò da pazza)e il corsivo era ancora in uso,anche se è sempre a discrezione dell'insegnante.I miei figli hanno frequentato le scuole elementari presso le suore del S.S.Sacramento e hanno avuto insegnanti suore vecchio stampo,pensa che mia figlia alla fine della prima elementare già faceva le divisioni(1996),invece mio nipote che ha appena finito la prima quest'anno,a mio parere sembra un bambino che ha fatto l'ultimo anno d'asilo,sotto ogni aspetto.Attualmente i miei ragazzi sono due studenti universitari,immapaola è alla prima laurea ad ottobre e posso garantirti che la buona preparazione della scuola elementare la supportata molto,si sono viste la differenze con i coetanei provenienti da scuole con metodologie moderne.In ogni caso io ho sempre cercato di sopperire con i miei interventi, è vero che è il mio lavoro, ma chi ha fatto le scuole elementari come me che ho 46 anni,può dare un valido contributo spolverando gli insegnamenti delle nostre care maestre.Con i nostri bambini dobbiamo imparare a giocare e tra i giochi nascondere gli insegnamenti.Devono studiare senza accorgersene,soprattutto in estate che è tempo di riposo.Mi hai fatto venire l'idea di proporre qualche idea alle mamme sul mio blog........ideuzza.

Insubre ha detto...

@olimpia:
secondo lei l'utilizzo del corsivo è stato abbandonato proprio in tutte le scuole ?
mio figlio a settembre comincerà la prima, e sinceramente spero che per lui non sia così, perchè a mio parere sarebbe una "perdita" grave !

Pollon72 ha detto...

Davvero stiamo per abbandonare il corsivo?? Un vero peccato :-(
E' proprio vero che è comodissimo scrivere su una tastiera, sul cellulare e usare lo stampatello. Però il corsivo... è bello! Se riguardo i miei vecchi quaderni delle elementari posso osservare come è cambiato il mio modo di scrivere negli anni. E' vero che oggi faccio fatica a scrivere una paginetta o poco più perchè non sono più abituata e mi fa male la mano! Mi pare così strana questa cosa.. ma succede anche negli altri Stati?

olimpia ha detto...

non è che lo stanno abbandonando, diciamo che si dà più spazio allo stampatello perchè siamo nell'era del computer, il cellulare insomma tutto è tastiera con lettere stampate, ma come tutte le innovazioni ci fanno progredire ma hanno i loro lati negativi, ciò porta ad una spersonalizzazione della scrittura, conseguentemente si perde una piccola peculiarità dell'individuo.Pensate alla firma, il nostro modo di distinguerci.Comunque dipende sempre dall'insegnante che ha la possibilità di improntare il suo metodo e nessuno le vieta di dare più spazio al corsivo, come si faceva un tempo.Oggi si insegna con molti libri già predisposti con esercizi impostati e quindi tutto è più semplice per chi insegna.Ho visto gli zaini dei bambini di prima elementare sono strapieni di libri, noi avevamo il nostro bel librino di lettura, il quaderno a righe, il quaderno a quadretti e le nostre belle manine per lavorare.Purtroppo tutto muta, bisogna adeguarsi ai tempi se pur in disaccordo.

John ha detto...

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