sabato 14 maggio 2011

Ancora asparagi di Cantello, e una riflessione sul famoso km 0.

 

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Ci ha fatti ben penare, questo blogspot, per un paio di giorni! Alcuni – non io – hanno persino gridato alla congiura elettorale…

Fortunatamente, pare sia rientrato l’allarme, anche se ancora oggi non si riesce ad entrare nel pannello di controllo per modificare layout e aggiornare i widget (troverete, ad esempio, non aggiornato l’elenco dei miei articoli per il Cavolo Verde); ma ho avuto seriamente timore che il blog svanisse all’improvviso e tanti saluti. Mai come in questi casi ho avuto bisogno della mia finestra sul mondo, il mio angolo privilegiato da cui raccontare le mie emozioni, le mie letture, i posti belli dove vado con Francesco ed i bambini, le pappe che cucino per i miei bambini, le chiacchierate con gli amici, gli articoli e le interviste che conduco, la radio, tante cose…

Sapete che in questi giorni sono tutta ciapata (it: “presa”) con la promozione di un prodotto del mio territorio che considero di elevatissimo pregio: l’asparago di Cantello. QUI potete leggere l’articolo che ho pubblicato sul Cavolo Verde sabato scorso proprio riguardo alla storia, alle curiosità del famoso asparago bianco ed all’annosa questione dell’IGP tanto attesa.

Spero di riuscire ad andare già oggi, alla sagra. Non è detto, perché ho Agostino un po’ acciaccato, e per giunta qui sta diluviando, per cui mi riservo di farle onore per bene nel prossimo fine settimana. Nel frattempo vi aggiorno con qualche novità e qualche menzione speciale.

Pare che quest’anno la diffusione nella distribuzione grande e piccola locale sia davvero capillare. Io li ho trovati praticamente dappertutto, nei supermercati di Varese. Il prezzo medio al mazzo da 500 g (calibro medio) è sui 5 euro (4, 98 all’Esselunga) e sono dappertutto ben tenuti e abbastanza freschi, anche non li ho mai trovati di giornata: per quello ci si deve rifornire direttamente nelle aziende produttrici, dove si possono acquistare anche solo le punte o i gambi. Così fa, ad esempio, anche la piccola ristorazione locale, come l’ottima trattoria-pizzeria Campigli di Viale Belforte (Varese), dove giovedì ho avuto la sorpresa di gustare un singolare risotto giallo ai gambi di asparagi di Cantello: Francesca, la giovane signora che aiuta Emilio, il titolare, essendo di Cantello li acquista direttamente da Fabrizio Brusa (qui sotto in foto), il figlio di Giannino, il presidente dell’Associazione di promozione dell’Asparago di Cantello.

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Devo dare invece una tirata d’orecchie all’Iper di Varese, dove ieri pomeriggio gli asparagi di Cantello erano maltenuti e rinsecchiti.

Dieci e lode vanno ad Eugenio Dell’Ova, titolare assieme al figlio dell’Ortofrutta Dell’Ova, in via Morosini a Varese (pieno centro, praticamente davanti ai lavori infiniti di unificazione delle due stazioni). Ieri mattina esibiva una decina di mazzi di asparagi di Cantello ben poggiati nella vaschetta d’acqua, a rinfrescare leggermente i gambi. I suoi sono gil asparagi di calibro grosso, i più pregiati, venduti a 12 euro al mazzo da un chilo. Contrariamente a tanta verdura, che più acqua trattiene, meno è saporita, l’asparago più è grosso è quello più pregiato, perché meno coriaceo. Inutile ricordare che l’asparago bianco, che cresce sotto cumuli artificiali di terra ed protetto notte e giorno da particolari teli, si consuma nella sua pressoché interezza, contrariamente a quello verde di cui si può mangiare solo la parte colorata.

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Con il signor Dell’Ova ho fatto una breve chiacchierata, nella quale sono emerse alcune considerazioni interessanti: ad esempio, che i maggiori estimatori di questi asparagi rimangono i locali con la passione per il territorio, perché – parlandoci chiaro – essendo un prodotto di nicchia, hanno un prezzo elevato rispetto agli altri asparagi offerti dalla distribuzione (tanto per intenderci: all’Iper si trovano a poco meno di due euro al kg asparagi bianchi di provenienza italiana, in buone condizioni, anche se di calibro piccolo: di sicuro l’utenza “gourmet” non li sceglierà, ma quella di tutti i giorni probabilmente sì.); che fortunatamente in un paio di giorni, a volte anche in un giorno solo evaporano dieci mazzi “extra”; che in generale i prodotti varesini e varesotti hanno dei prezzi elevati – dai formaggi ai salumi agli ortaggi – e che se da una parte è vero che sono di qualità eccellente, dall’altra è piuttosto strano che dei prodotti a km zero costino sempre di più di altri che provengono da lontano, pur italiani, pur con caratteristiche analoghe di pregio.

Vi dico la verità: la penso anch’io come lui, dato che, pur potendomi permettere di “sforare” ogni tanto e di lanciarmi sulle squisitezze locali, trovo che la politica del costo elevato sia poco allettante ai fini della promozione delle specialità nostrane e della cultura gastronomica locale.

A conferma di queste considerazioni, un amico che abita a Cantello mi fa sapere una cosa molto interessante: dai contadini, a Cantello, il calibro grosso viene venduto a € 8.50 x Kg , quello medio a 8.00, la "spargina", ovvero quello piccolino, per i risotti o le frittate, a € 4.00.

La domanda per i miei amici lettori è: condividete la mia opinione sul km 0, ossia che per le tasche non sia particolarmente conveniente? E soprattutto, cosa succede in altre parti d’Italia? Prendiamo ad esempio un prodotto analogo: un asparago bianco, che so, di Bassano, con la DOP. Quanto costa al kg, naturalmente a Bassano? Facciamo un confronto?

E veniamo alla ricetta di oggi, per estimatori.

Insalata di riso rosso con asparagi di Cantello

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(La base è il riso rosso Sant’Eusebio della Cascina Canta di Novara, un riso straordinario, ricco di ferro, prodotto da Eusebio Francese (circa 3, 50 euro al kg, in vendita nei negozi di alimentazione bio: io lo trovo alla COPAC di Varese).

Ingredienti: 300 g di riso rosso Sant’Eusebio; un mazzo di asparagi di medio calibro, da mezzo kg, di asparagi di Cantello; 200 g di salame nostrano in una fetta unica; 150 g di toma vaccina a cubetti; il succo di un limone filtrato; olio extravergine di oliva ligure; sale; qualche foglia di menta.

Lessare il riso al dente (16 minuti, è un riso non integrale) e fermare la cottura sciacquandolo ripetutamente con getti di acqua fredda. Condirlo in una ciotola con olio e limone, quindi completare con il salame e la toma a cubetti e con le punte di asparagi cotte al vapore.

 

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71a FIERA DELL’ASPARAGO DI CANTELLO

13-14-15 MAGGIO; 20-21-22 MAGGIO 2011

PALATENDA, VIA COLLODI - CANTELLO (VA)

ORGANIZZAZIONE A CURA DELLA PRO LOCO DI CANTELLO, CON IL PATROCINIO DI:

PROVINCIA DI VARESE; CAMERA DI COMMERCIO DI VARESE; COMUNE DI CANTELLO; VARESE LAND OF TOURISM; COMUNITA’ MONTANA DEL PIAMBELLO; REGIONE LOMBARDIA

PER INFO: CANTELLOPROLOCO@GMAIL.COM; 347 2103030 (PIERLUIGI)

WWW.VILLAMATILDE.NET

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