giovedì 27 novembre 2008

La rottamazione del pane


Oggi, sempre se riesco a pubblicare il post fra un poppante che mi urla nell'orecchio e gli altri due che litigano a sangue e che fra un po' metto in castigo, vorrei discutere con voi di una notizia che è apparsa su Varesenews e che è prontamente rimbalzata sino alle pagine del Corriere e di TGCom, e grazie alla sottoscritta nell'etere culinario...

In pratica un panettiere del pieno centro di Varese, Davide Piatti, da qualche giorno promuove una singolare rottamazione del pane raffermo. Gli telefono per infomazioni più dettagliate perché una cosa è leggere sui giornali l'iniziativa, un'altra sentirla dalla viva voce del fornaio (io stessa avevo frainteso e inizialmente dubitato delle buone intenzioni del panettiere).

Allora, la fornaia (che conosco di persona anche se lei probabilmente non si ricorda di me: in primavera ero stata con la mia Carol a prendere il pane, e le avevo chiesto anche di poter scattare delle foto nel suo negozio) che gentilmente mi ha risposto mi ha fornito informazioni dettagliate sull'iniziativa, che promuovo volentieri. Mi è stato spiegato che già da tempo le rimanenze del pane della giornata di panetteria vengono offerte alle suore della Riparazione di Via Bernardino Luini. Ma il giovane fornaio da qualche mese osa di più: ritira il pane duro avanzato dai propri clienti affezionati facendo loro uno
sconto sul nuovo pane acquistato e tramite una signora che frequenta il negozio spesso lo porta al canile o lo smaltisce presso una fattoria.

Un giorno però un cliente pensa bene di diffondere la notizia e oplà, da qui alle pagine del Corriere il passo è breve. In poche parole l'iniziativa, dapprima di portata circoscritta, ha fatto parlare di sè in maniera quasi esagerata ed è così che è nata l'idea di ufficializzarla, per ora con una data limite che è fissata al 30di novembre. Lo sconto sul nuovo pane acquistato grazie alla "rottamazione" di quello raffermo è fissato ora in 30 centesimi, e il giovane fornaio si è visto piombare in negozio una clientela più variegata, incuriosita dall'idea.

Alla mia domanda un po' provocatoria se il pane così recuperato abbia una qualche destinazione diversa, ad esempio se ne ricavi pangrattato, la risposta è che la cosa è materialmente impossibile da attuare anche volendo, perché sarebbero necessari macchinari appositi che la panetteria non possiede assolutamente, oltre al fatto che sarebbe una procedura vietata da ovvie norme igienico-sanitarie. Il prezzo del pane, mi viene assicurato, contrariamente all'opinione comune non è aumentato negli ultimi tempi, ma è anche vero che non è basso; è logico che lo si vada a cercare sempre più spesso presso i supermercati, dove i prodotti di panificazione hanno un costo di produzione e lavorazione nettamente inferiore rispetto a quello artigianale, ma anche una qualità finale diversa, anche se ormai in entrambi i casi il pane è realizzato con una lievitazione a base di lievito di birra, senz'altro più lunga e curata quello artigianale, ma lontana anni luce dall'antica arte della panificazione con la madre o lievito naturale (quella che in tanti, paradossalmente, stanno ricominciando a realizzare nelle mura domestiche, informandosi in varia maniera, chi su pubblicazioni dedicate come quelle del nostrano Giorilli, vero vate della panificazione casalinga e già presidente dell'associazione dei panificatori varesini, chi su internet prendendo spunto dai vari forum di cucina).

Quale quindi la mia conclusione da profana in tutto questo? Semplicemente che quando c'è crisi c'è sia per il cliente sia per il produttore, e quindi è innegabile che in questa promozione ci sia del guadagno anche per il fornaio, se non altro in termini di pubblicità; ma se così stanno le cose, mi pare davvero un'iniziativa simpatica e proprio per questo ne parlerò sabato mattina su RPL.

Per inciso, posso dire che questo panettiere fa delle ottime michette! Posso dimostrarlo con una foto di repertorio, ehehe...


Ma voi, intanto, cosa mi raccontate? Quanti panificano in casa come me (vi racconterò al più presto del mio pane con la Petronilla) e quanti invece acquistano ancora il pane presso un fornaio? Quanti al supermercato? Ma soprattutto, oggi secondo voi che peso ricopre all'interno dell'alimentazione quotidiana il pane?

7 commenti:

Maurina ha detto...

Molto interessante questa cosa che gia' avevi anticipato sul forum.
Ti lascio intanto un saluti veloce e un abbraccio.

NUVOLETTA ha detto...

il pane lo compro dal fornaio...non ho molto tempo!

Rosatea ha detto...

Bellissima l'iniziativa, dovrebbero estenderla a macchia d'olio.
Di pane in casa ne faccio poco anche perchè il nostro consumo è limitato.
Quello che avanza lo usa mio marito nel latte al mattino.

Bosina ha detto...

@Maurina: vedi che anche io sto venendo a trovarti sul tuo? Sei davvero una fonte inesauribile di idee e poi ragazze, sappiate che Maurina è la fata della Petronilla! Un giorno dobbiamo metterci a fare un lavoro a quattro mani, ad esempio una rubrica tutta sul magico fornetto! Che ne pensi? Un bacione.
@Nuvoletta: il mio problema è che non ho tempo di andare dal fornaio!!! Piatti è davvero uno dei migliori in Varese, per le michette ad esempio insuperato (assieme al Tigros di Via Feltre). Siccome in centro ci vado poco, ahimé, non ci capito molto spesso. Quindi o compero il pane al supermercato (tra l'altro per fortuna di più che buona qualità all'Esselunga dove vado io, di Masnago) oppure lo faccio in casa!
@Rosatea: senza dubbio porterò il tuo apprezzamento al panificio! Un bacione e... che buono il pane del giorno dopo nel latte! E che ricordi!!!

L'Antro dell'Alchimista ha detto...

E' da una vita che non "incontro" più una michetta come Dio comanda. E certamente non è il tipo di pane che a casa si può rifare senza problemi.
Mi hai fatto ricordare il panettiere sotto casa di zia ed il pane tiepido che sfornava a mezzogiorno. Io immancabilmente mangiavo sempre le cimette delle michette. Quel gusto non l'ho mai più ritrovato!
Il pane difficilmente lo compro ma lo faccio quasi sempre io. Anche se da Ferrara mi sono portata a casa le mitiche coppiette :-)
Un bacio

Anonimo ha detto...

mi riprometto sempre di fare il pane in casa, almeno ogni tanto, ma è così buono quello del mio fornaio che compro sempre il suo; mi manca anche quando sono in ferie!
Buone feste e tanti giorni felici!!!
ILARIA blog.libero.it/scrapmania

Xiaozhengm 520 ha detto...

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