lunedì 28 luglio 2008

Senatùr! Mi offro come duplice interprete :-)

http://www3.varesenews.it/cinema/articolo.php?id=104300

Intendo dire: in primis per il romeno, visto che ho ben due lettorati sul libretto universitario, richiesti dal mio prof di filologia romanza (e sono rimasta in contatto con la mia stupenda prof, Valentina Negritescu, una grande della ricerca nella romanistica in Italia).
In più... a detta del parrucchiere di famiglia, che è di Cisternino, Raz Degan avrebbe un bel trullo in quella amena località pugliese :-9.

Ecoc, così la smetteranno finalmente di tirar fuori i soliti argomenti triti e ritriti contro i leghisti.
Multumesc, Umberto!
E meno male che non mi vedete in questo momento perché potrei anche fare un gestaccio... :-)
Io direi che dovrebbero semplicemente vergognarsi tutti quelli che sparano senza criterio, sui forum, sulle pagine dei giornali online (non faccio nomi ma chi legge capirà), affibbiando l'odiosa etichetta di razzista alle persone che dichiarano la propria fede politica in un partito che semplicemente difende la propria identità e le tradizioni del suo popolo.
In quanti di questi saccentoni hanno mai parlato o scritto in romeno, ad esempio?

Conoscere gli altri è un modo per amare meglio noi stessi, ma il punto è che senza l'amor proprio non si va da nessuna parte. E anche la carità cristiana, come soleva dire Pio X, è ordinata: c'è un criterio per cui viene prima mio figlio, poi l'amico intimo, quindi il vicino di casa, e poi tutto il resto.

Il contesto. Siamo capaci, in un'era di spettacolo come questa, dove i papi si reclutano fra gli attori di teatro e i cardinali dispiegano danzatrici poco vestite sull'altare, di giudicare in base al contesto?
Un comizio è un comizio. Io ne ho seguiti di comizi di Bossi, ed estrapolare una frase o un gesto -per quanto poco elegante questo, per quanto colorita quella-per ricamarci su è veramente ridicolo, poco "filologico", molto tendenzioso.
Per nulla rispondente a criteri di comprensione dei fenomeni sociali, politici, umani.
Per me la vera volgarità è utilizzare a sproposito un contesto piuttosto che un altro: ad esempio quando si parla di politica in un forum di cucina nonostante si sia fatta richiesta da parte di molti di astenersi.
Non che a tavola per me valga la regola di non parlar mai di politica o religione o calcio. Con mio marito, anzi, e gli amici intimi è il luogo prediletto per questo tipo di discorsi. Già con i parenti, però, meglio lasciar eprdere, figuriamoci con gli estranei. Ecco perché a casa mia, qui sul blog, di politica parlo se ho voglia, naturalmente, ma altrove non lo faccio, o meglio ho deciso di non farlo più, e già che ci sono persino di non frequentare più determinati ambienti dove invece si ama mettere alla berlina l'interlocutore non allineato.
Volgari sono anche certi romanzi di Andrea Vitali, che non riesco a capire perché sia considerato l'emulo di Piero Chiara (quest'ultimo si rivolterà nella tomba...). Avete mai letto "La figlia del Podestà"? Ogni tre righe una parolaccia. Un modo di descrivere incontri amorosi davvero poco urbano, laddove Chiara prese invece le distanze da quei registi che, prendendo spunto dai suoi libri, svolgevano amplessi forniti di minimi dettagli da una pagina da cui scaturiva una semplice, velata, ironica allusione.
Già che ci siamo, chiedo al "caro" presidente Napolitano, il cui puritanesimo orientato è immortalato in questa degna pagina del Corriere...
http://www.corriere.it/politica/08_luglio_28/intercettazioni_napolitano_voyeurismo_8c734d06-5c8a-11dd-88a9-00144f02aabc.shtml
... per quale motivo nessuno abbia avuto da obiettare quando un certo Vladimir Luxuria, al secolo Vladimiro Guadagno, si travestisse da donna in Parlamento nonostante sui documenti risultasse di sesso maschile, e la sera per giunta andasse a fare gli spettacolini sconci con, fra gli altri, tale Boy George o chi per lui.
Mi si obietterà parzialmente che la sera non doveva presenziare con gli altri deputati.
Allora mi chiedo: forse che Bossi ha fatto il celeberrimo gestaccio nelle aule del Ministero?
Presidente, invece di perder tempo in pettegolezzi che non sono certo cose alla sua altezza, vada a leggere un libro, e se posso permettermi un consiglio, L'Asino di Buridano di tale Gianfranco Miglio. Se le fa piacere leggere due righe sul federalismo scritte da uno dei più grandi costituzionalisti del Novecento, beninteso.

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