mercoledì 7 maggio 2008

Il Parco Molina, una vergogna cittadina


Stamattina sono scesa al parco Molina con la mia bambina più piccola, Carolina, per giocare un po', prima che arrivasse l'ora di pranzo. Era dall'anno scorso che non ci mettevo più piede, in questo posto che si fregia di essere un'area attrezzata, a giudicare dai cartelli d'ingresso. Sono arrivata con tanto di macchina fotografica decisa a riprendere qualche posa lieta della mia piccolina ma ben presto ho cambiato obiettivo: quello che vi sto per mostrare è davvero scandaloso, considerando che ormai sono mesi che ci lamentiamo per la scarsa considerazione che le autorità cittadine hanno di questo polmone verde del nostro quartiere, unico angolo di gioco in giardino che molti bambini del posto potrebbbero avere, i miei compresi.
Da notare che Varese è stranota come la città-giardino, ossia dove gli spazi verdi dovrebbero coesistere con il cemento, anzi lo dovrebbero persino sovrastare. Il Parco Molina è un fulgido esempio di come la città dei mondiali del ciclismo attui una salvaguardia dell'ambiente: il varesino, ovviamente, dovrebbe essere assolutamente motivato a vivere la sua città...

Vi chiedo solamente una cortesia: nel corso della lettura, per focalizzare bene i dettagli delle foto, che sono più importanti delle foto stesse, cliccate sulle immagini per ingrandirle, e per tornare al blog non chiudete la foto ma tornate indietro col tasto "back" o con la freccia in alto sul vostro browser.

Partiamo dalle panchine. Vecchie, di legno, rovinate, tutte scritte e incise: questo è il meno. Tutt'intorno è disseminato di cicche di sigarette.

In più, la mia bambina corre attirata da un oggetto luccicante proprio accanto alla panchina, me ne accorgo immediatamente e la blocco in tempo. E' il coperchio ben affilato di una scatola di latta un po' grossa.

La porto via di corsa e cerco l'altalena per i più piccini: con stupore mi accorgo che è sparita: è rimasta solo l'impalcatura!

Anche le altre altalene, però, quelle per i bambini grandi, non sono ridotte molto meglio. Una è stata portata via, mentre un'altra rimane saldamente legata alla struttura da un lucchetto che, mi spiega una nonna, è stato messo da un nonno per fare in modo che nessuno si appropri anche di quest'altra.

Pare che alcune mamme arrivino da casa, al pomeriggio, con tanto di seggiola e catene e ricostruiscano un'altalena fai-da-te che alla fine della giornata si portano via... Insomma, per fare divertire i nostri bambini dobbiamo ricorrere davvero a questi espedienti da terzo mondo?

Sconsolata mi riavvio verso una panchina in fondo al parco, seguendo la mia Carolina che corre attraverso il prato, cercando di schivare il più possibile cartacce e sporcizia. L'erba è stata tagliata recentemente, ed è forse l'unico lavoro di manutenzione che viene fatto regolarmente in questo parco. Arrivo alla panchina, le apro un succo di frutta, lei lo beve avidamente e alla fine mi pongo giustamente il problema di smaltire il rifiuto: ma per trovare un cestino dovrei ritornare all'inizio del parco. Ne vedo tra l'altro solo due a breve distanza l'uno dall'altro, sulla stradina dell'ingresso. Al ritorno, mi dico rassegnata a tenere in mano ancora per un po' il succo vuoto, getterò il cartone. Da notare che avrei trovato uno dei due cestini colmo sino all'orlo e l'altro, quello immediatamente vicino all'entrata del parco, stranamente vuoto. Semplice dimenticanza o pulizia sommaria?
Ad ogni modo, si fa fatica a smaltire i rifiuti: è un argomento scottante, certo, e visto che Varese da questo punto di vista è una città esemplare, guardate un po' che bella sopresa ci riserva la scarpata, sì, avete letto giusto, la scarpata a ridosso del parco, quella che guarda sulla via Dalmazia e che ha anche una salita di scalini malmessi per tagliare direttamente al di sotto:

Preferite un'altra angolazione? Ecco a voi questo capolavoro di nettezza urbana.

Come se non bastasse, c'è sempre il vecchio, spinoso problema delle protezioni contro la scarpata, che appunto non sono state mai messe. Ci manca sempre un soffio che i bambini volino giù, se le mamme non hanno lo scatto pronto. Tutt'attorno al parco è stata fatta una colata di cemento lungo una stradina dove i bambini possono giocare con le biciclettine, ma questo certo non basta. Tempo fa erano state piazzate a mo' di contentino delle strutture ridicole che ancora fanno bella mostra di sé dagli altri lati, pali molto alti fissati a due a due da un palo trasversale disposto come una U capovolta: sono state divelte in poco tempo. Ditemi voi se possono davvero servire da protezione: un bambino ci passa sotto come fosse un ponticello e precipita di sotto.

Insomma, una meraviglia dove far giocare i nostri bambini! Già che stanno venendo le prime giornate calde, magari vi chiederete se c'è almeno una fontanella dove sciacquarsi le mani, bagnarsi la fronte, non dico bere per carità... C'era, la fontana, ma è stata divelta. La nonna di prima mi racconta che erano arrivati dei messi comunali e avevano fatto finta di rimetterla in piedi, ma il giorno dopo tornava a terra come prima. Non l'avevano saldata a terra né tantomeno rimessa in funzione, ma semplicemente rialzata. Ma tanto a noi mamme cosa può interessare una fontana in un parco giochi quando abbiamo persino un sindaco che porta cotanto nome? Giusto o sbagliato? Qualcuno sostiene che all'indomani della sua elezione, un paio di anni fa, si fosse catapultato nel parco a verificare di persona lo stato delle cose. Vera o falsa che sia la notizia, mi chiedo, possibile che questo posto oggi sia assolutamente dimenticato dalle autorità cittadine?

Nei pressi della povera fontanella divelta, una lapide ci ricorda con ironia i diritti dei bambini.

Incontro nel frattempo il mio vicino di casa. Mi racconta che il parco è stato ricavato dagli immensi giardini della adiacente Villa Molina, negli anni Novanta. Sono state compiute battaglie su battaglie, chiamato in causa il consiglio comunale e diverse autorità ma non c'è mai stato niente da fare. Un tempo un viale dei tigli percorreva tutto il prato; oggi rimangono due o tre alberi sparuti e qualche betulla ai margini: due di queste sono completamente secche e rischiano di cadere, ma gli addetti al parco hanno sempre minimizzato e le hanno lasciate lì pericolanti.


Si è fatto tardi, dobbiamo tornare a casa a fare la pappa. Uscendo dal parco noto alcuni escrementi che per ovvie ragioni non sono stata ad immortalare. Questo nonostante ci sia tanto di distributore di sacchettini per la raccolta dei rifiuti dei propri cani. Pare anzi che la mattina ultimamente il parco sia praticamente deserto per un motivo in più oltre alla sporcizia e alla desolazione (sono rimasti giusto due scivoli a far compagnia ai bambini): la presenza di alcuni cani di grossa taglia e di razza aggressiva lasciati sciolti dal guinzaglio dai loro padroni.

Al pomeriggio, invece, il parco si popola. Chissà come reagiranno mamme, bambini, ragazzi, nonni, avventori di ogni ordine e grado quando troveranno ad esempio i tavoli già sudici, oppure i cestini stracolmi...


Era stata avanzata tempo addietro la proposta, a mezzo di petizione pubblica da parte dei residenti, di chiudere il parco la sera dotando i residenti di chiavi (abbiamo il permesso di parcheggiare nei vialetti e in più accediamo ai nostri garage dall'entrata del parco) e riaprirlo solo la mattina: non è mai stata presa in considerazione. Eppure basterebbe davvero poco per cominciare a preservare quest'area dai vandalismi, che evidentemente si comsumano spesso in ore notturne. Mi ricordo anche di aver trovato un laccio emostatico mentre giocavo qualche anno fa con mio figlio sul prato, e di essere rimasta scioccata per il fatto che il bambino lo aveva raccolto da terra senza che me ne accorgessi. Ecco, credo che in una città civile e pronta a presentarsi in abito da sera per i Mondiali di ciclismo di settembre, un biglietto da visita così sarebbe assolutamente da evitare. Il mio blog per carità è una povera voce, io non sono una giornalista, però è pur vero che ho amici sparsi in ogni angolo d'Italia e anche al di fuori. Non saranno favorevolmente colpiti, credo, nel leggere cose del genere sulla mia città, che si vanta nelle pompose manifestazioni culturali pubbliche di essere a misura di bambino.

Per dovere di cronaca informo che ho inviato il link al Sindaco, all'assessore anziano dott. Binelli, al Consiglio di Circoscrizione 5 e ad alcune testate locali. Sono in attesa di riscontri che spero arriveranno dopo la giornata di chiusura degli uffici pubblici dovuta al Santo Patrono.

10 commenti:

elisabetta ha detto...

Guarda un po', ieri sera ho fatto esattamente la stessa cosa, ho fotografato le schifezze in mezzo a cui giocano i bambini qui da me, in questo che dovrebbe essere un quartiere-parco. Non ti dico cosa salta fuori ogni volta che sfalciano l'erba... e il bello è che il verde pubblico e la raccolta dei rifiuti sono gestiti dalla medesima azienda!
Adesso mi faccio un giro nel tuo blog che mi sembra davvero interessante, a presto

emilia ha detto...

Non credo ci siano paole giuste da dire, i nostri bambini non sono tutelati neanche nel fare la cosa piu' normale....giocare. Ma tanto non cambia mai nulla. Ciao :)

Cannelle ha detto...

Purtroppo teppisti inciviltà e incuria distruggono arree utili e belle. Hai fatto bene a segnalare alle autorità competenti!
Bacioni;-)))

Lo ha detto...

cara Laura...ho letto ora il tuo commento da sfabix....e allora auguri supermamma...anche al tuo pancino!!! :)

Michela ha detto...

Sono stata in questo parco giusto qualche settimana fa con mio figlio di 3 anni e sono rimasta sconcertata.
Fortunatamente lui gioca dai nonni durante la settimana, li ha spazio per correre e divertirsi, ma quando è a casa il fine settimana io non sò proprio dove portarlo.
veramente triste.........

Bosina ha detto...

Grazie a tutte per la solidarietà (Lo, in effetti sono già al quinto mese ma non avevo detto nulla perché avevo avuto dei problemi all'inizio della gravidanza). Volevo ragguagliarvi: fino ad oggi non uno ha risposto alla mia mail, nè Varesenews nè il sindaco nè il dott. Binelli né la circoscrizione. Stasera con più calma cerco nuovi destinatari per le mie lamentele. Pare che invece i parchi centrali siano tenuti come dei gioielli, a conferma del fatto che all'amministrazione interessa solo il centro cittadino. Un bacione e a presto

L'Antro dell'Alchimista ha detto...

Laura, ti capisco benissimo poichè quando stavamo a Roma avevamo lo tesso identico problema :-( che tristezza tutto ciò! E le istituzioni chedovevano occuparsene facevano orecchio da mercante .... che rabbia, che nervoso vedere giocare i bimbi tra mozziconi, cacche di cani e quant'altro!!! Che tristezza ... non si sapeva proprio dove portarlo ...
Inutile dire che qui a Chianciano invece abbiamo il Parco Fucoli con la zona bimbi che è un vero gioiello, certo è un altro discorso poichè è un parco termale, è molto sorvegliato, vietato agli animali, dove i non residenti devono addirittura pagare per entrare.
Altro discorso ancora sono i parchi giochi che abbiamo su a casa in Austria (nello Zugspitze Arena) seppur siano aperti a tutti sono perfetti, tanti giochi tutti in legno intonsi e ben curati, l'erba sempre tagliata e ben tenuta, mai sporchi o rovinati ...
No comment .... ... ...

Wenhao Guo ha detto...

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Octaviaa Simonyw ha detto...

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